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Discorsi inutili

Noi impariamo, dice Glasser, “il 10 per cento di ciò che leggiamo, il 20 per cento di ciò che ascoltiamo, il 30 per cento di ciò che vediamo, il 50 per cento di ciò che vediamo e ascoltiamo, il 70 per cento di ciò che discutiamo con altri, l’80 per cento di ciò che viviamo di persona, il 95 per cento di ciò che insegniamo a qualcun altro”.
(da Annamaria Testa, L’arte di ascoltare e le sue regole, in Internazionale del 2/2/2021)

Demolizione di case palestinesi

in “il manifesto” del 4 febbraio 2021

“Le ruspe militari ieri sono arrivate alle prime luci del giorno nella piccola comunità di Humsa Al Bqaia, nel nord della Valle del Giordano. In pochi minuti hanno abbattuto tende e strutture in lamiera lasciando diverse famiglie palestinesi senza un riparo. Un gruppo di attivisti si è dato da fare per rimettere in piedi quanto era stato distrutto. È stato inutile. Poco dopo le autorità israeliane ha fatto eseguire un nuovo sgombero. A Humsa Al Bqaia i bulldozer hanno già distrutto 122 strutture e lo stesso accade in altri villaggi e comunità palestinesi di questa parte della Valle del Giordano. La motivazione ufficiale è sempre la stessa: sono costruzioni abusive sorte su terre demaniali o riservate alle forze armate. Per i palestinesi il punto invece è la loro presenza, per questo da anni vengono spinti verso aree sempre più limitate. Sottolineano che gli insediamenti israeliani nella Valle del Giordano, illegali per la legge internazionale, non sono soggette alle stesse restrizioni e i coloni possono muoversi liberamente.”
(Michele Giorgio)

Brutta notizia in questi giorni nei quali si fa memoria dell’immane tragedia della Shoah!

Una messa “concelebrata”

Ieri papa Francesco ha detto che la Messa «non può essere ascoltata, come se noi fossimo solo spettatori di qualcosa che scivola via senza coinvolgerci», ma «è sempre celebrata, e non solo dal sacerdote che la presiede, ma da tutti i cristiani che la vivono». Parole sacrosante. Mi chiedo però come ciò sia possibile se tutte le preghiere e i gesti sono prestabiliti e compiuti dal sacerdote mentre ai fedeli restano ruoli marginali e anch’essi il più delle volte prestabiliti. Senza un vero scambio di gesti, di pensieri, di esperienze ispirate dalla fede ecc. si celebra un rito (magari “sacerdote” e fedeli insieme) ma non si vive insieme la memoria del Signore.