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Una politica migratoria razzista

“Non c’è una umanità di serie A e un’umanità di serie B. Fa bene Colombo a ricordare i lager libici,
dove da anni vengono perpetrati orrendi crimini. Denunciamo ovunque le violenze e non restiamo
indifferenti. Perciò plaudiamo all’accoglienza dei profughi ucraini, ma restiamo esterrefatti di fronte
a una politica migratoria evidentemente razzista che discrimina chi ha la pelle più scura: gli studenti
stranieri o i lavoratori temporanei di altre nazionalità, che erano in territorio ucraino, non sono
compresi nella protezione accordata dall’Europa. Bambini afghani, siriani, curdi restano a morire
fuori dalle nostre frontiere. Il problema è lo Stato nazionale, una forma politica discriminatoria che
ora mostra il suo volto decrepito e violento. Perciò auspichiamo una Unione europea dei popoli in
grado di superare il criterio della nazione. Chi è di sinistra, anziché prendere le parti di una nazione
contro l’altra, dovrebbe assumere il punto di vista che un tempo si diceva inter-nazionalista e che
oggi potremmo dire al di là delle nazioni”.

(da Donatella Di Cesare, Caro Colombo, pure io sto coi bimbi (tutti). Infatti dico “No armi”, in “Il fatto quotidiano” del 4/4/2022)

Il papa misogeno?

La rivista femminista tedesca Emma ha proclamato Papa Francesco “Sexist Man Alive 2021”. Per il giornale il Pontefice argentino è l’uomo più misogino dell’anno ed è il «capo di un sistema di apartheid in cui le donne sono di serie B».

Il giornale femminista, oltre a criticare il fatto che le donne nella Chiesa «sono serve di padroni pii e puliscono i pavimenti delle chiese», critica il Papa per avere, a suo dire, «snobbato innumerevoli cattolici impegnati che da decenni si battevano per il diritto delle donne di diventare sacerdotesse o almeno diaconesse».

da La Stampa del 27/10/2021

Theobald: in Europa come i primi cristiani

Il ruolo delle chiese nell’Europa di oggi

«È un ruolo triplice», ha risposto il teologo francese.

In primo luogo vi è «un compito di ispirazione». «Nel continente ci sono molti cristiani che possono riflettere, pregare e agire: essi possono mettersi in ascolto della vita quotidiana dei loro concittadini, perché questa vita quotidiana per molti è diventata estremamente difficile».

C’è poi un secondo aspetto, relativo al pluralismo religioso: insieme ai cristiani in Europa ci sono gli ebrei, i musulmani e altre comunità di fede. In questo contesto il ruolo dei cristiani è quello di «promuovere l’ecumenismo in un modo estremamente concreto tra tutte le componenti della società europea, di creare la fraternità e la pace».

Infine c’è un terzo aspetto che attiene alla tendenza «transumanista» della nostra società di sacralizzare il progresso. «Viviamo in una società nella quale tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, scientifici, tecnologici, digitali ecc. assumono l’immaginario del transumanesimo e corrono il rischio di essere sacralizzati».

Paradossalmente quindi, sostiene il teologo, «le Chiese hanno un ruolo di de-sacralizzazione», che può fondarsi su una risorsa fondamentale della tradizione cristiana, la fraternità.

«La fraternità infatti non attiene alla sfera del sacro ma piuttosto a una risorsa fondamentale nella tradizione cristiana, che è la santità».

«Certamente – ha concluso Theobald – il ruolo delle Chiese in Europa in questo momento sarà più modesto rispetto a quello che hanno avuto in passato», ma questo in fondo «riporta i cristiani di oggi a quello che era già stato il gesto dei cristiani dei primi secoli quando iniziarono ad annunciare il Vangelo di Gesù Cristo: quello di chiedere ospitalità per la loro fede».