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La confessione

Ho letto con interesse questo articolo sulla confessione. Mi restano però alcune domande. Perché chiamare “confessione dei peccati” e demandare al sacredote quella che può e deve essere una salutare consulenza religiosa. Ormai è noto che il più delle volte non si tratta di peccati veri e propri (materia grave, piena avvertenza e deliberato consenso) ma di sofferenze, debolezze, ferite. Perché imporre l’umiliazione di battersi il petto per quella che è la conseguenza del proprio essere creature e spesso della violenza altrui? Certo negli atti umani c’è sempre una responsabilità personale, ma spesso non la sa valutare neppure la persona interessata. Figurarsi il sacerdote! Solo Dio può giudicare. E poi mi chiedo: il confessore che ascolta il “penitente” in Duomo, e anche il più delle volte in qualsiasi chiesa, che aiuto può offrirgli per iniziare o riprendere un cammino di fede? Al di là delle buone parole e della grazia di Dio che non manca mai, è necessari avere degli ambiti di comunità per andare avanti. Se mancano questi, la confessione diventa un inganno, in cui confessore e penitente sono conniventi.

Libertà

Solitamente si pensa che la libertà consista nella facoltà di scegliere tra diverse possibilità che si presentano. Ma questo è solo un aspetto della libertà. Più in profondità la libertà consiste nel saper scegliere quello che è giusto, a prescindere dai propri interessi e dai propri desideri. Mentre la facoltà di scegliere fra diverse proposte deve essere garantita dalla società, la capacità di scegliere il bene è frutto di una lunga ricerca e di un superamento di condizionamenti che ciascuno porta dentro di sé. Essa richiede molta riflessione e si acquista con grandi sofferenze. A questo tipo di libertà dobbiamo essere instradati fin dalla più tenera età. Ma nessuno ce la può garantire. E soprattutto non è mai acquisita pienamente. Essa comporta l’apertura all’altro, il superamento del proprio egoismo, la capacità di sperare nella vittoria del bene e nella capacità di collaborare con tutti quelli che lo cercano. La vera libertà è molto vicina alla fede.

Comunicare

In un sistema democratico è molto importante la comunicazione. Anzitutto bisogna tenere al corrente i cittadini di ciò che avviene nel governo sia locale che nazionale. Ma è anche necessario stimolare da parte loro la capacità di valutare le informazioni, di ordinarle e scoprirne le cause e gli effetti. E’ poi importante cercare di vedere al di là degli eventi per capire quelli che ne sono i posibbili sviluppi, in modo tale da non essere impreparati quando essi si attueranno