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La fede di Gesù

Nelle sue lettere, specialmente Romani e Galati, Paolo insegna con forza che non si diventa giusti, cioè non si entra in un rapporto vitale con Dio, se non “mediante la fede in Gesù”. E naturalmente, almeno così si intende, la fede in Gesù, Messia e Figlio di Dio. Ma in realtà Paolo non dice la fede “in” Gesù ma la fede “di” Gesù. Certo si può intendere la fede di Gesù come la fede che ha per oggetto Gesù. Ma allora perché Paolo non è stato più esplicito? Gli studiosi discutono. Ma penso che questa piccola ambiguità ci aiuti a capire che la fede di/in Gesù non significa l’accettazione di dogmi riguardanti la sua persona ma l’adesione al suo progetto di vita, tutto incentrato sull’annunzio del Regno di Dio. Gesù ha creduto fino in fondo in un mondo migliore, lo ha delineato e vissuto nei suoi rapporti con gli ultimi e non si è tirato indietro neppure di fronte alla reazione violenta del Potere che l’ha portato alla morte. È questa la fede di Gesù sulla quale anche noi modelliamo la nostra fede.

Ministero per le migrazioni

Qualche giorno fa Romano Prodi ha lanciato l’idea di creare un ministero per le migrazioni con l’incarico di coordinare tutti gli aspetti di questo problema. Credo che si tratti di un’idea molto valida. D’altronde, se non sbaglio, anche nella Commissione Europea c’è un commissario che si interessa di questa problematica. Non mi sembra che la proposta di Prodi sia stata accolta. È un peccato. Spero che la proposta sia ripresa da qualcuno in alto loco. Sarebbe un modo per uscire dall’emergenza, che è già durata troppo a lungo, e per affrontare in modo organico un settore che diventerà sempre più di ordinaria amministrazione

I segni dei tempi

Al tempo del Concilio era questo un tema molto in voga. Poi è scomparso. Oggi dovrebbe essere ripreso in grande stile perchè i segni da interpretare sono tanti. È diffusa la percezione di un declino planetario che mette a rischio la sopravvivenza stessa del nostro pianeta. Ma la fede non può cedere al pessimismo. Se le vicende del mondo sono guidate da un Ente superiore, ogni evento non può essere che un segno di un progetto che si sta realizzando. La fede da sé non può dirci come questo progetto si stia dipanando nel corso della storia. Ma può aprirci gli occhi per vedere come negli eventi e attraverso di essi si stia formando quel grande puzzle che è il nostro destino. E di conseguenza, se si vede, ci si può muovere in quella direzione, senza cedere al pessimismo e allo scoraggiamento.