Autore: Alessandro Sacchi

nato ad Alessandria classe 1937 laureato in scienze bibliche

Pentecoste – Vigilia

La spiritualità cristiana

La discesa dello Spirito Santo è un racconto di fantasia elaborato da Luca alla luce del racconto biblico (ugualmente di fantasia) della manifestazione di Dio al Sinai. Solo che, secondo Luca, Dio non conferisce agli apostoli una legge, ma il dono interiore dello Spirito. In realtà lo Spirito è una dotazione che appartiene a ogni essere umano e si manifesta nel pensiero, nell’autocoscienza, nel discernimento, nelle decisioni fondamentali della vita. Purtroppo lo spirito che è in noi può essere offuscato da quelli che Paolo chiama i desideri della carne, cioè le inclinazioni istintive a ripiegarci su noi stessi nella ricerca di possesso, potere, consumi. Questi istinti, secondo la cultura greca, fanno parte del corpo, inteso come la prigione dell’anima: ora per noi non è più così perché abbiamo riscoperto la sacralità del nostro corpo, che è la nostra interfaccia con il mondo esterno. Allo spirito risale invece tutto ciò che va sotto il nome di amore, pace, rapporto con l’altro. La scoperta dello spirito non è automatica, ha bisogno di uno stimolo che proviene dai maestri di vita. Gesù è stato un maestro eccezionale che, con il suo insegnamento e il suo esempio, ci ha indicato una via di spiritualità molto efficace. Nel vangelo di Giovanni il Paraclito (avvocato difensore), che Gesù promette ai discepoli, è proprio questa energia vitale che promana da lui e ci spinge a rientrare in noi stessi, a capire chi siamo, che cosa vogliamo e qual è il senso che vogliamo dare alla nostra vita. Gli apostoli, dopo aver ricevuto lo Spirito, parlano un linguaggio comprensibile a tutti. Ciò significa che la ricerca spirituale è trasversale a tutte le culture e religioni, è l’unico vero terreno di incontro anche con persone che si riferiscono ad altri maestri di spiritualità. La ricerca di spiritualità non è qualcosa che si fa solo in certi momenti, ma pervade tutta la vita. Ma a questo scopo sono importanti i momenti di silenzio, la contemplazione della natura, lo scambio con altri ricercatori dello spirito, la lettura e lo studio. Le religioni sono anche importanti in quanto contengono messaggi spirituali molto significativi. Questi però devono essere decodificati, perché provengo da altre culture. Anche i riti possono essere di aiuto, purché non diventino meccanici e scontati. L’errore in cui cadono spesso le religioni è quello di imporre un bagaglio di idee e di norme che forse provengono da una ricerca di persone del passato. Ciò che queste ci hanno tramandato è importante solo come stimolo alla ricerca, ma è dannoso se viene imposto come uno schema precostituito.

Tempo di Pasqua C – 7. Domenica

La gloria di Dio

Prima di morire Stefano vede la gloria di Dio e Gesù che sta alla sua destra. Forse è questo un modo figurato per dire che alla fine della sua vita egli ha avuto un’esperienza personale profonda di Dio come scopo a cui tende tutta la vita umana. Per questo ha accettato con fiducia e speranza la sua morte violenta. Nell’ultima cena Gesù prega per i suoi discepoli, perché possano contemplare la sua gloria. Anche qui si tratta di un’esperienza personale che essi faranno nella misura in cui il loro rapporto con Gesù si trasforma in una comunione d’amore fra loro. Secondo l’apocalisse è questa la strada radiosa che indica loro Gesù in quanto stella radiosa del mattino. La gloria di Dio si manifesta dunque non mediante fenomeni esteriori ma mediante la luce interiore che riempie il cuore quando lo apriamo a Dio e ai fratelli. La presenza di Dio non deve essere solo creduta ma anche sperimentata.

Tempo di Pasqua B – 7. Domenica

Dio è amore

Il tema di questa liturgia è indicato nella seconda lettura: Dio è amore. Se Dio esiste non può essere che amore allo stato più puro. È lui quella forza che aggrega e tiene uniti tutti gli esseri e opera negli esseri umani creano rapporti, solidarietà, comunione. Per noi questo amore infinito, che ci previene e ci illumina, è attestato dall’esperienza umana di Cristo, che ha dato se stesso per noi. Nella prima lettura la sostituzione di Giuda è l’occasione che Luca coglie per indicare come la testimonianza di Gesù debba prolungarsi in quella degli apostoli. Nel vangelo è Gesù che prega per i suoi discepoli perché possano testimoniare nel mondo l’amore di Dio e così facendo siano portatori gi gioia. Se Dio è amore, non ha bisogno di comandi o punizioni per mantenerci sulla retta strada. Spesso noi non riusciamo a spiegare come questo amore possa conciliarsi con tutto il male di cui è impregnato il mondo. In astratto non c’è una risposta a questa domanda. Ma in concreto, prendendo sul serio il messaggio dell’amore, si constata come nelle tenebre di questo mondo solo la fede nellamore sconfinato di Dio può dare un senso alla nostra vita.