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IL LIBRO SCELTO
 

Israele racconta la sua storia. I libri storici del Primo Testamento
di Sacchi Alessandro
anno 2012
pagine 442

editore youcanprint

costo € 20,00

 

(Prefazione)

I fatti narrati nella Bibbia si sono svolti in una zona del nostro pianeta che gli occidentali chiamano «Medio Oriente» o «Vicino Oriente», e più specificamente al centro di quella fascia di terra chiamata solitamente «Mezzaluna fertile», in quanto assume la forma di una mezzaluna che per la sua fertilità contrasta con il deserto che la circonda. Essa abbraccia idealmente le zone fertili che vanno dalla Mesopotamia, irrigata dal Tigri e dall’Eufrate, all’Egitto, reso fertile dal Nilo, collegate tra loro da una striscia di terra costituita dalla Siria e dal Libano a Nord e, più a Sud, dalla Palestina. Fin dalle epoche più remote questa striscia costituì il passaggio obbligato di merci e di soldati e fu oggetto di contesa da parte delle grandi potenze che avevano sede in Mesopotamia e in Egitto. 

La Palestina è spesso presentato nella Bibbia come un territorio straordinario, una specie di paradiso in terra. In realtà si tratta di un fazzoletto di terra in se stessa ben poco appetibile, la cui fertilità poteva apparire straordinaria solo a tribù nomadi provenienti dal deserto. Questo territorio ha avuto nella storia diversi nomi. Il termine «Palestina», usato da Erodoto, Filone e Giuseppe Flavio,  risale ai romani, i quali hanno unito questa regione alla Siria, facendone una provincia chiamata appunto Syria Palaestina. Esso è la forma grecizzata della parola ebraica resa in italiano con «Filistea», che propriamente designa solo il territorio dei filistei. Costoro si erano installati nella zona costiera del paese, a sud della moderna città di Tel Aviv, al tempo stesso in cui, secondo l’opinione comune, i clan israelitici usciti dall’Egitto vi giungevano da Oriente. 

Originariamente la Palestina era chiamata «Terra di Canaan» dal nome dei suoi abitanti, i cananei, una popolazione semitica come gli israeliti. Successivamente essa prese il nome di Israele perché in essa esistevano, a partire dall’inizio del primo millennio a.C., due piccoli regni che facevano risalire la loro origine a un comune antenato, Giacobbe, chiamato anche con questo nome. Solo uno di essi, però, quello situato nel Nord della regione, portava il suo nome, mentre l’altro, più a Sud, aveva preso il nome di uno dei suoi figli, Giuda. In entrambi i regni si adorava una divinità chiamata con un nome la cui pronunzia è andata persa a motivo dell’abitudine, invalsa nel mondo ebraico, di sostituirlo con

Dopo alterne vicende, il regno di Israele cadde sotto i colpi degli assiri (722 a.C.) e quello di Giuda fu conquistato dai babilonesi (587 a.C.) e i loro abitanti furono condotti in esilio. Mentre si perde notizia degli esuli del regno di Israele, con l’avvento dei persiani (538 a.C.) i giudei possono ritornare a Gerusalemme per riedificare il tempio dedicato a JHWH che, secondo la tradizione, era stato costruito dal famoso re Salomone. Durante la permanenza in Mesopotamia, la predicazione delle scuole profetiche aveva profondamente trasformato questi esuli, inculcando loro un monoteismo di forte ispirazione etica. Essi si trovarono così in contrasto con coloro che ancora abitavano nei territori dei due antichi regni, molti dei quali erano israeliti che non avevano fatto l’esperienza dell’esilio. Costoro continuavano sì ad adorare JHWH, ma lo facevano con modalità, molto simili a quelle delle altre popolazioni dell’antico Medio Oriente, non più accettate dai rimpatriati. 

Costoro si impegnano immediatamente nella ricostruzione del tempio e formano una piccola comunità all’interno dell’impero persiano, tutta dedita al culto e radicalmente separata dal resto della popolazione locale. Fra di loro hanno un ruolo speciale i sacerdoti, i quali, per rendere possibile la ricostruzione del tempio, raccolgono e mettono per iscritto i ricordi riguardanti la sua struttura e i riti in esso compiuti. Ad essi aggiungono poi numerosi racconti riguardanti gli antichi progenitori del popolo, i patriarchi. A costoro – si raccontava – Dio aveva promesso di dare la terra di Canaan in cui erano vissuti come forestieri; Giacobbe si era trasferito in Egitto a motivo di una carestia, ma i suoi discendenti avevano lasciato questo paese e avevano preso possesso della terra promessa ai loro padri. Questi racconti servivano ai rimpatriati per legittimare la loro pretesa di possedere un territorio la cui proprietà fondiaria si trovava in altre mani. Per chiarire poi che JHWH, il loro Dio, era il signore del mondo e dell’umanità, essi raccolgono altro materiale riguardante la creazione. Nascono così i cinque libri chiamati in ebraico tôrah (legge) e in greco Pentateuco (cinque rotoli).

Dall’attività di queste élites sacerdotali ha origine anche un’altra serie di libri, diversamente raggruppati nella Bibbia ebraica e in quella cristiana, nei quali sono descritte le origini e le vicende storiche del popolo di Israele a partire dall’ingresso nella terra promessa fino alle soglie dell’era cristiana. Questa vasta raccolta di scritti ha uno scopo prettamente religioso e nazionale. Essi non hanno le stesse caratteristiche letterarie e i fatti che narrano presentano diversi gradi di attendibilità storica. 

Lo scopo di questo volume è quello di fornire una guida alla lettura dei libri biblici in cui è narrata la storia di Israele. Questi scritti, composti attraverso un lungo processo di scritture e riscritture, devono essere collocati all’interno del periodo storico in cui hanno visto la luce. Questo periodo è noto attraverso i libri storici più recenti della Bibbia e altre opere di origine giudaica. Perciò nella nostra presentazione, dopo aver richiamato alcune nozioni circa i libri biblici in generale e il loro contesto geografico e storico, esamineremo anzitutto gli scritti storici più recenti, che ci aiuteranno a delineare le idee, la mentalità e la religione dei rimpatriati. Su questo sfondo storico-religioso daremo anzitutto alcune nozioni circa la formazione del Pentateuco e poi affronteremo i singoli libri, cominciando con la tradizione sinaitica, che ne rappresenta il centro ispiratore. Infine presenteremo singolarmente gli altri libri storici.

Il volume è rivolto a tutti coloro che intendono accostare seriamente la prima parte della Bibbia. Esso sarà utile soprattutto a professori e studenti delle università, dei seminari e degli istituti di scienze religiose, nonché a insegnanti di religione e catechisti. Per aiutare i lettori ad approfondire gli argomenti trattati sono stati riportati in appendice alcuni sussidi di immediata consultazione: un glossario riguardante il mondo giudaico, numerose cartine che illustrano i momenti più salienti della storia biblica, una bibliografia di testi che rispondono ai criteri di una seria divulgazione e infine gli indici dei nomi biblici, dei temi teologici più importanti e dei termini in lingua originale.

 

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